VIVAISMO

Vitis Rauscedo Vivaio Attanasio Lovisa

NOZIONI GENERALI

L’innesto è un tipo di propagazione delle piante (riproduzione agamica) attraverso la quale, unendo due sezioni di organismi vegatali distinti generalmente appartenenti alla stessa specie, si ottiene un unica pianta, perfettamente funzionante. Con questa tecnica ognuno dei due bionti mantiene le proprie caratteristiche intriseche proprie del organismo vegetale da cui proviene; la sezione radicale (portainnesto) mantiene le capacità radicali del clone considerato mentre il nesto (sezione vinifera) produrrà la tipologia di uva dalla quale viene il legno innestato.

Attualmente i vigneti sono costituiti, quasi totalmente, da piante innestate, tranne in qualche caso dove le condizioni climatiche o geologiche del terreno permettono lo sviluppo delle radici di vitis vinifera senza che vengano compromesse irrimediabilmente dalla fillosera.

L’innesto può essere effettuato al tavolo, negli stabilimenti del vivaista, con materiale vegetale in riposo vegetativo oppure sul campo.
Le tecniche maggiormente usate nell’innesto al banco sono tecniche semi manuali, cioè si utilizzano utensili (meccanici o elettromaccanici) che agevolano il taglio e l’unione della marza al nesto.

Tratto da “Innesti sul posto – Anno 1924”

INNESTI AL TAVOLO

OMEGA

La maggior parte dei vigneti è costituito da piante innestate al banco, cioè innestate negli stabilimenti del vivaista. L’innesto più diffuso è l’innesto a omega, un innesto parzialmente meccanizzato. L’attrezzatura è composta da una ghigliottina che con un unica pressione sulla pedaliera taglia ed unisce i due bionti. L’operazione è molto rapida con costi di innesto molto bassi.

PETTINE

L’innesto a pettine è totalmente meccanico, i due bionti vengono inseriti nella macchina innestatrice dove, in autonomia, una fresa profila l’innesto e unisce le due parti. La percentuale di attecchimento è più bassa rispetto agli altri tipi di innesto.

DOPPIO SPACCO INGLESE

Anticamente gli innesti al banco per la produzione delle barbatelle erano eseguiti con questa tecnica.
L’innesto è fatto totalmente a mano con il coltello da innesto.
Il taglio obliquo sul legno ne permette la verifica prima dell’unione dei bionti.  Con questo metodo l’innesto è quasi invisibile in quanto il coltello non lascia sbavature e l’adesione tra i due bionti è massima garantendo un attecchimento notevolmente superiore agli altri tipi di innesto.
Grazie a questa approssimazione non avremo un eccessiva produzione di callo cicatriziale ma solo quello necessario a unire le due sezioni di legno.

In vivaio la formazione del callo cicatriziale avviene con la forzatura ambientale.

Per la formazione del callo la forzatura si applica in camere adibite a questo con umidità elevata, temperatura controllata e normalmente la ceratura dell’innesto è fatta con paraffine a rilascio ormonale. In campo, invece, la radicazione e il germogliamento sono stimolati dalla costante irrigazione/fertirrigazione.

 

INNESTI IN CAMPO

La prima tecnica adottata dopo il flagello della fillosera fu l’innesto in campo. A quei tempi non si conoscevano le tecniche di forzatura e si adottarono le tecniche già in uso per il cambio varietale. In un primo momento si innestava il piede di vite selvatica già radicata e messa e dimora innestando a spacco (gemma vegetante). Successivamente si perfezionarono le tecniche di innesto a gemma dormiente alla maiorchina o a zufolo. Questo innesto si esegue alla fine della stagione estiva e il germogliamento si ha la primavera successiva.

Attualmente si possono adottare diverse tecniche sia a gemma vegetante che a gemma dormiente.

INNESTO A GEMMA DORMIENTE

Che si pianti il vigneto con barbatelle innestate in vivaio o che si innesti successivamente il portainnesto in campo, non avremo differenze temporali nella formazione del fusto o dell’entrata in produzione del vigneto.

L’innesto in campo a gemma dormiente offre i seguenti vantaggi:
• elevato tasso di attecchimento del portainnesto alla piantumazione;
• elevato attecchimento degli innesti;
• scelta estiva del legno delle marze con una maggiore precisione nella valutazione delle piante sane;

Per contro, non è uno svantaggio ma un punto critico, nella gestione delle piante innestate sarà necessario personale sufficiente ad eseguire le lavorazioni nei tempi stabiliti.

Innesto a gemma dormiente

MAIORCHINA

L’innesto alla Maiorchina è un innesto che veniva praticato dai viticoltori dell’isola di Maiorca, da qui il nome. È un innesto da “paese caldo” (sotto il 41° parallelo) anche se da alcuni anni lo stiamo praticando anche al nord (46° parallelo) con il rischio termico. La tecnica di esecuzione è semplice mentre la conduzione deve essere molto oculata, pena il fallimento della lavorazione.

Innesto a zufolo a un anno - Greffage a zufolo en printemp - Zufolo grafting at springtime

ZUFOLO

L’innesto a zufolo è una tecnica laboriosa, si utilizzano utensili particolari. Si esegue sempre nella stagione estiva in un periodo diverso rispetto all’innesto alla maiorchina.
Anche in questo caso la cura dell’innesto è molto importante.

INNESTO A GEMMA VEGETANTE

L’innesto a gemma vegetante segue le stesse procedure dell’innesto per cambio varietale. Quindi durante l’inverno verranno raccolte le marze, stoccate in cella frigo e innestate l’anno successivo all’impianto. Le tecniche utilizzate sono il Chip-Bud e il T-Bud a seconda del diametro e della poligonalità del legno del portainnesto.

Innesto Chip-Bud su pianta di un anno - Greffage a Chip-Bud sur plante jeune - Chip-bud on one year old vine