TESSUTO CONDUTTORE

NOZIONI GENERALI

Il tessuto conduttore è il corpo della pianta. La vita della pianta è dipendente dalla tenuta nel tempo del tessuto conduttore.
In questa analisi considereremo come Tessuto Conduttore l’intero apparato atto alla traslocazione della linfa dalle radici alle foglie e viceversa.

APPARATO RADICALE

Le ferite all’apparato radicale in via generale vengono prodotte durante le lavorazioni del suolo. Queste lavorazioni sono fondamentali negli anni successivi alla messa a dimora di un nuovo vigneto (fase di allevamento), in quanto sia facilitano l’approfondimento dell’apparato radicale sia aumentano il numero delle radici e il loro potenziale assorbente.
Più efficiente sarà l’apparato radicale e meglio sarà nutrito l’apparato fotosintetico. Più efficiente sarà l’apparato fotosintetico e più importante sarà la quantità di zuccheri prodotti. L’aumento dell’energia a disposizione, in circolo nella pianta, potenzierà lo sviluppo dell’apparato radicale. Andremo così a creare un “circolo vizioso” a vantaggio della pianta. Quando poi, nella fase produttiva, creeremo condizioni di stress la pianta risponderà alle sollecitazioni aumentando la qualità dell’uva.
Le ferite al tessuto conduttore sotterraneo (apparato radicale) grazie all’elevata e costante umidità e alla sezione ridotta dei tagli cicatrizzano prima rispetto alle ferite della sezione aerea della pianta. Le lavorazioni del terreno e la rottura dell’apparato radicale superficiale difficilmente possono essere messi in relazione allo svilupparsi di attacchi degenerativi dell’apparato radicale stesso. Spesso la degenerazione dell’apparato radicale è diretta conseguenza della presenza permanente di acqua nel terreno (idromorfismo). Per una lunga durata del vigneto è importante eseguire tutte le sistemazioni idrauliche necessarie all’eliminazione dell’acqua e scegliere correttamente il portainnesto.

In alcuni casi può verificarsi il germogliamento del portainnesto. Le cause possono essere diverse come il tipo di portainnesto o le lavorazioni in vivaio. Questi germogli/tralci devono essere eliminati, potati alla base rispettanto i tessuti cicatriziali.

COLLETTO

Il colletto è la sezione della pianta che si trova nella zona di transizione tra terra e aria, ambiente ottimale alla vita di un innumerevole numero di organismi, anche patogeni. Le lesioni al colletto sono difficilmente verificabili, solitamente prodotte dalle attrezzature e il più delle volte senza che l’operatore se ne renda conto. Le ferite prodotte sono lacerazioni la cui cicatrizzazione comporta tempi lunghi e  un elevato costo energetico.

Tratto da “Taille de la vigne dans le Charentes – Anno 1921”

Agrobacterium tumefaciens

Il legno esposto all’aria resta anche esposto al pericolo dell’installazione di funghi e batteri. Tra i batteri il più comune e pericoloso per la vite è l’Agrobatterio Tumefaciensis.
L’alterazione del tessuto può essere molto importante ed esteso, tale da provocare la morte della vite.
Questo batterio, dal punto di infezione,  può spostarsi in maniera acropeta all’interno della pianta, raggiungendo la sezione distale del fusto.
Una pianta infetta attualmente non è sanabile ma per contenere l’infezione è necessario asportare le galle e disinfettare le ferite con idrossido di rame.

Il punto di innesto della barbatella è una zona delicata. Qui si origina il tralcio col quale formeremo il fusto della pianta che dovrà essere scelto tra quelli della porzione superiore. Il fusto così sarà in asse con il portainnesto e non offrirà resistenza meccanica alla spollontrice/tagliaerba a flagelli. Tutte le ferite sopra menzionate sono ferite gravi perché non permettono il rinnovo del tessuto conduttore.

Tutte le ferite sopra menzionate sono ferite gravi perché non permettono il rinnovo “sicuro” del tessuto conduttore.

FUSTO

Le ferite al fusto sopra il punto d’innesto della barbatella non sono meno gravi rispetto e quelle della zona del colletto ma più facilmente identificabili e risolvibili.
Queste ferite sono prodotte dai tagli di potatura, sia secca che verde ma le più pericolose sono quelle lasciate dalla potatura secca quando la pianta è nella fase di riposo vegetativo e la reazione ai tagli è più lenta.
Tutte le ferite possono essere infettate ma quelle fatte sui tralci dell’anno si chiudono rapidamente, inoltre, minore è la superficie esposta all’aria e minore è la percentuale di rischio infettivo.
I tempi di chiusura della ferita dipendono da fattori intrinseci alla pianta come il vigore varietale, il portainnesto, la capacità di reazione ai tagli, ed estrinseci cioè come potiamo.

Il Punto Vegetativo

 
Il punto vegetativo definisce nello spazio la sezione generatrice di sperone e/o tralcio a frutto oltre che garantire il flusso linfatico su tutta la sezione di riferimento della pianta. Ecco che risulta importante, qualunque sia il sistema di allevamento adottato, identificare e mantenere il o i punti vegetativi.
Il punto vegetativo ha due funzioni, una conservativa e una produttiva.
CONSERVATIVA: mantiene la testa o il cordone vitale nella sua interezza, favorendo la formazione e lo sviluppo delle gemme. Inoltre mantenendo fissa nello spazio la sua posizione non si genereranno affastellamenti vegetativi e produttivi.
PRODUTTIVA: dal punto vegetativo si originano tralci da gemme franche. Le gemme franche danno tralci più produttivi e di vigore regolare

Qualunque sia il sistema di allevamento dovremo sempre mantenere vivi e nutriti i tessuti sottostanti il punto vegetativo. Nell’eventualità di un taglio grosso è necessario che questo taglio sia su un flusso di linfa che nutra i tessuti cicatriziali e impedisca o riduca il dissecamento del legno di riferimento.

I tagli dovranno rispettare la tolleranza di qualche millimetro evitando di recidere la base del tralcio ricca di tessuti meristematici preposti alla cicatrizzazione delle ferite. Questo non vuol dire che la ferita non verrà infettata ma potando così ridurremo la percentuale di rischio.
La cintura dei tessuti cicatriziali è ben visibile a occhio nudo, è un ingrossamento alla base del tralcio.

Il rischio infettivo dipende da più fattori come la varietà coltivata (più o meno sensibile), l’ambiente in cui è inserito il vigneto (vicinanza al bosco, ambiente umido, vigneti sporulanti nelle vicinanze), sistema e tecniche di allevamento.

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